Mentre M2O è diventata la radio house ufficiale in Italia, la nostra electro-house assomiglia sempre più alla dance che io definisco “da autoscontro” (cioè tutta quella roba che va dalla nu-italo disco, per intenderci i Molella, Gigi D’Agostino & co dei “tempi d’oro”, fino alla hard trance) che regnava fino a pochi anni fa a livello di discoteche popolari e radio, e per la quale i dj italiani di adesso dovrebbero chiedere scusa pubblicamente.
E invece ascoltando in giro sembra proprio che ci stiano per ricascare.
Tanto lo so che Prezioso prima o poi riporterà la nazione agli anni 90, è inutile che faccia finta di essere diventato un dj electro house. E anche voi Eiffel 65, la CIA mi ha già informato: è inutile che teniate nascosti i piani per fare una reunion entro il 2010, ormai vi hanno scoperto.
Speriamo solo che qualche calamità naturale ponga fine alle sofferenze dei Paps’n'Skar perché quelli no, proprio non ce la farei.
PS: non ho aggiunto il link ai siti degli artisti sopra citati, cosa che di solito faccio, per decenza personale. Tanto li conoscete, e non dite che no assolutamente ma chi è Molella io ascolto solo Venetian Snares, che non ci crede nessuno!
Grande, l’ho pensato subito anche io che il nuovo album dei Nine Inch Nails assomiglia ad una versione noiosa e postrockettara di Drukqs di Aphex Twin!
Approfittando del fatto che l’euro non è mai stato così forte sul dollaro e che ho da poco fatto la carta di credito, da qualche giorno è iniziato per me un periodo di acquisti selvaggi sul web - in barba alla crisi economica.
Ieri mi sono concesso il vinile di uno dei più bei brani elettronici mai scritti, You Are Here di Nathan Fake. Spettacolare l’originale e consigliatissimo il “live remix”, pezzo che un critico musicale potrebbe definire progressive tech-house -anche se non rende molto, e io preferisco generalizzare con techno.
Sto meditando inoltre l’acquisto del favoloso e abbastanza raro Analord 10, primo singolo della serie di 12 vinili (interamente registrati con strumentazione analogica!!!) prodotti nel 2005 da Aphex Twin. Lo prenderò perché uno dei due brani contenuti è la favolosa bomba techno -questa volta non ci sono altre definizioni- Fenix Funk 5, e poi per l’aspetto del disco.
Si sente tanto parlare del fatto che i giovani vogliono diventare famosi a tutti i costi, che non gli importa di essere bravi a fare qualcosa ma vorrebbero solo vedere la loro faccia in tv…beh se è veramente così quanto ci vuole a diventare famosi?
Personalmente conosco centinaia di modi, ma non sono così stupido da disprezzare i piaceri dell’anonimato. Internet ad esempio offre l’imbarazzo della scelta in fatto di scorciatoie per fare una rapida scalata al successo. Certo, molti dei metodi passano attraverso il vandalismo, comportano azioni non del tutto legali, ma in fondo al giorno d’oggi essere accusati di un crimine è poca cosa in confronto a farti vedere in tv, no?
A proposito di casi giudiziari come quello linkato qui sopra, secondo me la soluzione in tali circostanze è abbastanza semplice. Adesso mi compro il costume con il teschio e mi armo un po’, poi vediamo cosa riesco a fare. Ci vediamo al telegiornale delle venti.
Ascoltate i primi 10 secondi di questo pezzo hip hop dell’84. Vi dice niente? Se è una citazione può darsi che quel tizio si sia appena meritato un po’del mio rispetto.
Se invece, come penso, il suo produttore si è trovato a corto di ritornelli e ha deciso di prelevare senza tanti complimenti dall’hip-hop degli ‘80 (tanto chi lo ascolta più?) allora Fabri Fibra può anche andare all’inferno. Forever…